La parola “Stress” seconda la definizione data da Hans Selye nel 1936, si riferisce ad un’alterazione dello stato di equilibrio dell’organismo indotto da vari tipi di stimoli interni o provenienti dall’ambiente esterno. A questi stimoli, fa seguito la cosiddetta “Sindrome generale di adattamento”, che consiste nell’insieme delle risposte che permettono di adattarsi alle condizioni stressanti, in particolare attraverso l’attivazione del sistema nervoso simpatico, con liberazione di alcuni ormoni tra i quali l’adrenalina, responsabile dell’aumento della pressione arteriosa, del battito cardiaco, dell’attenzione. Lo stress entro certi limiti può essere una risorsa, che ci permette di affrontare situazioni di “emergenza” con più energie, ma quando si protrae troppo a lungo nel tempo, può causare dei disturbi, sino ad arrivare a vere e proprie malattie.
Lo stress cronico da luogo a sintomi fisici e psichici.
I sintomi fisici più comuni sono: mal di testa, ipertensione, tachicardia, extrasistole,aumento della sudorazione, disturbi gastro-intestinali, aumento o perdita di peso, dolori muscolari, stanchezza.
Tra i sintomi psichici si ricordano: insonnia, ansia, depressione, irritabilità, insoddisfazione, diminuzione della concentrazione e della memoria.
Il lavoro nelle società attuale può essere una fonte molto importante di stress, come è stato riconosciuto anche dalla Direzione Generale per l’occupazione e gli affari sociali della Commissione dell’Unione Europea. Da studi condotti su 147 milioni di lavoratori europei è emerso che il 45% svolge lavori monotoni, il 44% non può usufruire della rotazione dei compiti e il 50% è addetto a compiti ripetitivi. Tra i principali fattori di stress in ambito lavorativo compaiono:
- Quantità di lavoro assegnata eccessiva o insufficiente.
- Tempo insufficiente per portare a termine il proprio lavoro in modo soddisfacente sia per gli altri che per sé stessi.
- Mancanza di una chiara descrizione del lavoro da svolgere o della linea gerarchica.
- Mancanza di riconoscimento o ricompensa per una buona prestazione professionale.
- Impossibilità di esprimere lamentele.
- Responsabilità gravose non accompagnate da un grado di autorità o di potere decisionale adeguati.
- Superiori, colleghi o subordinati non disponibili a collaborare o a fornire sostegno.
- Mancanza di controllo o di giusta fierezza per il prodotto finito del proprio lavoro.
- Precarietà del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata.
- Essere oggetto di pregiudizi riguardo all’età, al sesso, alla razza, all’appartenenza etnica o religiosa.
- Essere oggetto di violenza, minacce o vessazioni.
- Condizioni di lavoro spiacevoli o lavoro fisico pericoloso.
- Impossibilità di esprimere effettivamente talenti o capacità personali.
- Possibilità che un piccolo errore o una disattenzione momentanea possano avere conseguenze gravi o persino disastrose.
- Qualunque combinazione dei fattori summenzionati.
Poichè i danni provocati dallo stress sono in continuo aumento e comportano gravi problemi sociali ed economici (è stato calcolato che in Europa i costi legati allo stress ammontino a circa 20 miliardi di euro l’anno), è necessario intervenire su vari aspetti quali l’orario di lavoro, i luoghi di lavoro, il contenuto e la quantità di lavoro, i ruoli e l’ambiente sociale. Su queste premesse è stato introdotto all’art. 28 del D.lgs. 81/2008 la obbligatorietà della valutazione del rischio da stress unitamente alla presa in carico di soluzioni strategiche per diminuire il livello di stress di eventuali situazioni patologiche già pre-esistenti.
Il legislatore ha recepito il principio di effettività dell'informazione e della formazione con l'attuale formulazione degli articoli36 e 37 del D.Lgs. 81/08 (i precedenti 21 e 22 del D.Lgs. 626/94), ove si prevede, sempre in termini di "obbligazione di risultato", che il datore di lavoro provvede affinchè ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione e formazione e, ancora oltre, che il contenuto delle stesse debba essere facilmente comprensibile per i lavoratori e debba consentire loro di acquisire le relative conoscenze su: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza. Oltre ad essere informato su: rischi riferiti alle mansioni, ai possibili danni, e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o del comparto di appartenenza dell'azienda.
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Art. 28 D.Lgs 81/08 - PERCHE’ VALUTARE LO STRESS NELLE SCUOLE? QUALI TUTELE PER L’INSEGNANTE ? 1° PARTE |
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Descrizione Progetto (prima parte) |
Gruppo partecipanti: Tutti gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado Numero partecipanti da 10 a 15 partecipanti Durata 1 edizione di n. 8 ore suddivise in n. 2 appuntamenti di 4 ore ciascuno Obiettivi di apprendimento (conoscenze, capacità, comportamenti)Conoscenze: acquisizione delle informazioni utili a comprendere la normativa sull’obbligo di valutazione dello Stress Lavoro Correlato e le modalità di valutazione della stessa contemplata dalla normativa. Capacità: essere capaci di riconoscere gli indicatori utili a valutare il livello del rischio da Stress Lavoro Correlato. Comportamenti: attivare comportamenti “sicuri”, osservabili e misurabili volti al raggiungimento dei livelli di sicurezza standard. Presa di consapevolezza di tutte le norme di sicurezza dell’istituto scolastico.
Metodologia didattica e strumentiLezioni frontali; analisi dei casi portati dai discenti; esercitazioni pratiche; role playing in situazione acquario e Focus group. Lavagna a fogli mobili e fissa; videoproiettore e slides ppt. Attestato finale: Ad ogni partecipante verrà rilasciato un certificato formativo da inserire nel proprio portfolio. CostoEuro 250,00 Docente Dr. Sergio Ignazio Murgia – Psicoterapeuta e Psicologo del lavoro ed Rspp, insegnante di filosofia e formatore esperto in Sicurezza sul lavoro e dei lavoratori. |

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Descrizione Progetto (seconda parte) |
Artt. 36-37 D.Lgs 81/08 - PERCHE’ INFORMARE E FORMARE LE/GLI INSEGNANTI 2° PARTE Gruppo partecipantiTutti gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado N.ro partecipantiDa 10 a 15 partecipanti Durata1 edizione di n. 8 ore suddivise in n. 2 appuntamenti di 4 ore ciascuno Obiettivi di apprendimento (conoscenze, capacità, comportamenti)Conoscenze: acquisizione delle informazioni utili all’insegnante in relazione al rischio che egli incorre e alle modalità utili ad affrontare tali rischi. Capacità: essere capaci di leggere adeguatamente la realtà in funzione del rischio specifico per l’insegnante ed essere capaci di gestirlo. Acquisire la giusta consapevolezza che consenta all’insegnante di rispondere adeguatamente alle situazioni. Comportamenti: mettere in atto comportamenti sicuri utili a proteggere la propria persona e il proprio ruolo da insegnante. Saper mettere in atto un metodo efficace legato alla gestione della comunicazione interna (coi colleghi) ed esterna (con gli alunni).
Metodologia didattica e strumentiLezioni frontali; analisi dei casi portati dai discenti; esercitazioni pratiche; role playing in situazione acquario e Focus group. Lavagna a fogli mobili e fissa; videoproiettore e slides ppt. Attestato finale:Ad ogni partecipante verrà rilasciato un certificato formativo da inserire nel proprio portfolio. CostoEuro 250,00 DocenteDr. Sergio Ignazio Murgia – Psicoterapeuta e Psicologo del lavoro ed Rspp, insegnante di filosofia e formatore esperto in Sicurezza sul lavoro e dei lavoratori. |
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